il custode - Opera di Matteo Cretti
Il Leone di Matteo Cretti si presenta come una figura imponente e carica di simbolismo, posta all’inizio del Sentiero che collega la montagna della Maddalena alla città di Brescia. Non è solo una scultura, ma un vero e proprio custode del cammino, una presenza vigile e protettiva che invita il visitatore ad entrare in uno spazio in cui natura, storia e arte si intrecciano profondamente.
Tradizionalmente considerato il re degli animali, il leone è simbolo universale di forza, coraggio, maestosità e regalità. In questo contesto, la sua presenza assume anche un valore identitario: è il simbolo per eccellenza della città di Brescia, storicamente chiamata “Leonessa d’Italia” — appellativo nato grazie ai Canti Patrii di Aleardo Aleardi, che ne hanno celebrato la fierezza e lo spirito di resistenza in occasione di eventi storici come le Dieci Giornate del 1849.
L’opera di Cretti valorizza questo legame tra territorio, memoria e identità collettiva. Il leone, pur essendo una figura mitica e idealizzata, assume un ruolo quasi umano: quello del custode silenzioso e attento, che veglia sul passaggio di chi intraprende il percorso. In tal modo, introduce il visitatore a un’esperienza che va oltre l’escursione o l’osservazione estetica, divenendo una sorta di rito d’ingresso in un itinerario che invita alla riflessione, alla scoperta e al dialogo con il paesaggio e con le altre installazioni presenti lungo il tragitto.
Maestoso e fiero, il Leone di Matteo Cretti si erge come guardiano simbolico all’inizio del Sentiero, un percorso che unisce la montagna della Maddalena alla città di Brescia. Questa scultura non è solo una rappresentazione del re degli animali, ma una figura carica di significati profondi: simbolo di regalità, forza, coraggio e nobiltà d’animo.
Il leone, emblema storico della città di Brescia — celebrata come “Leonessa d’Italia” nei Canti Patrii di Aleardo Aleardi — incarna lo spirito fiero e combattivo dei bresciani, emerso in numerosi momenti della storia.
Nell’interpretazione di Cretti, l’animale non è soltanto una presenza monumentale, ma un vero e proprio custode del Sentiero. Vigila sul passaggio, suggerendo al visitatore che sta per intraprendere un cammino che è allo stesso tempo fisico e simbolico: un itinerario tra natura, arte e memoria, che riconnette la dimensione urbana con quella montana.
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Matteo Cretti
Matteo Cretti è un artista e scultore che, dopo il diploma in odontotecnica nel 1992, ha iniziato a dedicarsi alle installazioni artistiche a metà degli anni ’90. Ha partecipato attivamente agli allestimenti del Festival di teatro e danza in strada Drodesera/Centrale FIES Art Work Space fino al 2014. Dal 2015 è diventato responsabile artistico e scenografico per il Posidonia Green Festival, una manifestazione che promuove una cultura ecologica tra Italia e Spagna. Nel corso degli anni, Cretti ha sviluppato una particolare attenzione per l’uso di materiali naturali e riciclati nelle sue opere, sperimentando la scultura lignea, in particolare durante i mesi invernali, nel suo laboratorio a Coredo (TN). Le sue creazioni nell’ambiente sono caratterizzate dall’uso di legno e materiali naturali, riflettendo il suo impegno nell’arte sostenibile e nella valorizzazione delle risorse locali, creando opere che dialogano con l’ambiente circostante e promuovono una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura. Predilige soggetti figurativi soprattutto legati al mondo animale


