L'una accanto all'altro in silenzio - Opera di Giovanni Bailoni
Una donna e un cane passeggiano l’una accanto all’altro sul sentiero della Maddalena. Le due personalità, l’una legata al concetto di protezione, l’altra a quello di ciclicità, sono un connubio ideale e insieme si propongono come custodi di ogni viandante che percorre questi sentieri. Oltre a definire un ritorno dalla città alla natura, l’opera di Bailoni compie un passo ulteriore: ci mostra infatti la solidarietà tra sfera animale e mondo femminile. Entrambi vivono una relazione profonda e atavica con la natura che va oltre il mero utilitarismo legato alla società moderna. Le due figure sono inoltre una fusione ideale per rappresentare l’inclinazione della natura sia a crearsi continuamente sia a essere custode di ogni passante che percorre le sue vie. L’opera è realizzata con una struttura portante in ferro che sostiene dei pezzi di legno rivestiti di lamiere riciclate e inchiodate. Il cane è composto da una struttura in metallo ricoperta di vecchi legni provenienti dal Sud Italia, come la figura femminile. Le “teste” della padrona e del compagno a quattro zampe riprendono la forma che l’artista aveva già pensato nel modellino: per la prima, una specie di gancio, per il secondo, un chiodo. La texture che ne risulta sembra una pelle. Il posizionamento dei soggetti enfatizza il concetto di cammino, di percorso.
Scopri l'opera
Giovanni Bailoni
Giovanni Bailoni è nato nel 1951 a Riva del Garda, dove tutt’ora vive. La sua passione per il legno va di pari passo con quella per le lamiere recuperate da luoghi abbandonati, creando così sculture di grande suggestività. I materiali, da lui pazientemente ricercati, vengono assemblati e trasformati in oggetti che nella loro veste narrano di passato e di presente, consentendo ad essi, dimenticati in una casa diroccata, nel letto di un fiume, di tornare ad emozionare. Il suo segno distintivo è il tocco di vernice rossa che ritrae, simbolicamente, un cuore che batte, suggerendo all’osservatore la vitalità di questi materiali. Molte sue opere sono esposte in vari parchi e recentemente una sua scultura è approdata a Pribram, Repubblica Ceca, in ricordo dell’esodo della popolazione della Val di Ledro durante il primo conflitto mondiale.







